Recensioni libri: April Rose, la memoria delle rose. Clara Bartoletti.

april rose

Tiziano è il figlio di un noto imprenditore, che si occupa di edilizia. Svogliato, irascibile, narciso, il ragazzo di barcamena nel lavoro nell’azienda di famiglia, mentre in realtà il suo obiettivo (nonostante non faccia nulla di concreto per perseguirlo) è vivere di musica.

La sua vita ha una svolta quando il padre lo incarica dell’acquisto di una vecchia casa isolata in cima a una collina, la cui proprietaria è April, donna che vive sola e che non accetta di parlare con nessuno che non sia Tiziano.

Da quel momento entriamo in una rama fitta, visionaria eppure estremamente intima, dove tutti i personaggi sono descritti alla perfezione.

Niente, nella casa di April, è come sembra, e Tiziano lo imparerà prestissimo.

 

La storia di questo romanzo mi è piaciuta molto perché, senza dirvi nulla di più, anche il lettore come Tiziano viene abilmente ingannato, almeno finché l’autrice non svela le sue carte.

L’aspetto migliore è senza dubbio la psicologia dei personaggi. Tiziano, nella sua realtà di ragazzo viziato, tremendamente insicuro eppure narciso, è così ben descritto da diventare irritante. L’incomunicabilità tra lui e la sua famiglia, insieme solo per apparenza, è un altro punto cardine di tutto la narrazione, gestito davvero bene.

Inoltre, cosa che di solito mi avrebbe mandata su tutte le furie, qui troviamo anche dei passaggi dalla terza persona alla prima, tutti gestiti molto bene, sempre in modo chiaro e fruibile per il lettore, senza che si confonda.

L’unica pecca, però possiamo anche passarci sopra, è la punteggiatura non sempre accuratissima soprattutto nei dialoghi.

Si legge davvero in pochissimo.

Stelle: 4/5

Recensioni Libri: Come un’aquila e un delfino, Claudia Esposito.

Come un’aquila e un delfino, Claudia Esposito.

Edito: Self Publishing

Arianna e Colin sono due giovani studenti di medicina. Lei sulle orme del padre, anch’egli medico, mentre Colin per ambizione. I due si innamorano, ma ben presto le differenze tra il loro modo di vedere la professione (Arianna é un medico, mentre Colin fa il medico) li porterà ad allontanarsi. L’Amore vero però non conosce confini, e i due si inseguiranno negli anni e nei luoghi, fino all’Africa.

La storia di per sé è una bella storia d’amore, dove la differenza di vedute su una professione che non può essere considerata solo un mestiere causa la rottura tra i due amanti. Le ambientazioni poi, soprattutto quelle africane, arricchiscono il racconto.

Quello che non mi ha convinta, invece, è lo stile narrativo. Soprattutto nella prima parte, la narrazione non è “mostrata” al lettore attraverso le scene e i dialoghi, ma è quasi spiegata, con troppi riferimenti a quello che accadrà in seguito. Questo meccanismo, direi di auto-spoiler, non solo interrompe l’incanto narrativo ma rischia di far perdere l’attenzione del lettore. Decisamente migliore nella seconda parte, quella africana, dove il racconto viene lasciato libero di “respirare” e di coinvolgere chi si trova dall’altra parte.

Stelle: 3/5.