Recensioni libri: April Rose, la memoria delle rose. Clara Bartoletti.

april rose

Tiziano è il figlio di un noto imprenditore, che si occupa di edilizia. Svogliato, irascibile, narciso, il ragazzo di barcamena nel lavoro nell’azienda di famiglia, mentre in realtà il suo obiettivo (nonostante non faccia nulla di concreto per perseguirlo) è vivere di musica.

La sua vita ha una svolta quando il padre lo incarica dell’acquisto di una vecchia casa isolata in cima a una collina, la cui proprietaria è April, donna che vive sola e che non accetta di parlare con nessuno che non sia Tiziano.

Da quel momento entriamo in una rama fitta, visionaria eppure estremamente intima, dove tutti i personaggi sono descritti alla perfezione.

Niente, nella casa di April, è come sembra, e Tiziano lo imparerà prestissimo.

 

La storia di questo romanzo mi è piaciuta molto perché, senza dirvi nulla di più, anche il lettore come Tiziano viene abilmente ingannato, almeno finché l’autrice non svela le sue carte.

L’aspetto migliore è senza dubbio la psicologia dei personaggi. Tiziano, nella sua realtà di ragazzo viziato, tremendamente insicuro eppure narciso, è così ben descritto da diventare irritante. L’incomunicabilità tra lui e la sua famiglia, insieme solo per apparenza, è un altro punto cardine di tutto la narrazione, gestito davvero bene.

Inoltre, cosa che di solito mi avrebbe mandata su tutte le furie, qui troviamo anche dei passaggi dalla terza persona alla prima, tutti gestiti molto bene, sempre in modo chiaro e fruibile per il lettore, senza che si confonda.

L’unica pecca, però possiamo anche passarci sopra, è la punteggiatura non sempre accuratissima soprattutto nei dialoghi.

Si legge davvero in pochissimo.

Stelle: 4/5