Recensioni Libri: Sulla strada, Jack Kerouac.

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Sulla strada, Jack Kerouac

Edito: Mondadori

Non è semplicissimo scrivere la trama di On the Road di Kerouac. Perché, in fondo, tutta la narrazione è un continuo e unico andare, avanti e indietro per gli Usa, dove gli avvenimenti si affastellano come il paesaggio circostante, quasi senza peso.

I protagonisti principali sono Sal (alter ego di Kerouac) e il suo amico Dean (alter ego per Neal Cassady). I due sono tra i fondatori della Beat Generation, quella generazione inquieta e senza pace che ha basato la propria esistenza sul Beat, un battere continuo non solo di musica, ma di pensieri e di eventi.

Infatti, quello che si fa per tutto il romanzo, è pensare, ragionare, riempire i giorni con amori che non hanno mai uno più valore dell’altro (tanto è vero che Dean si sposa un paio di volte e sforna almeno due bambine).

Tutto questo, con l’avvicendarsi continuo dei personaggi secondari, sempre e solo comparse, si trasforma in un senso di irrequietezza, ansia e angoscia verso sé stessi e verso il mondo, dove nessun posto ha senso se non la Strada, non-luogo per eccellenza in cui la propria essenza si annulla.

Lo stile è semplice, la scrittura è lineare, ma il senso di ansia verso la fine del libro si fa sentire, proprio perché si ha la sensazione di non andare da nessunissima parte (forse perché mi sento un po’ nello stesso modo, quindi almeno in lettura vorrei avere qualcosa che abbia un senso).

Devo ammettere, però, che va letto.

Stelle: 4/5.

Recensioni libri: How much the heart can hold, autori vari.

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How much the heart can hold.

“Nessuno, nemmeno i poeti, ha mai misurato quanto il cuore possa contenere.”

Frutto di un contest letterario, questa raccolta di racconti verte su un unico, enorme tema: l’Amore. Scordatevi però l’Amore romantico dei romanzi Harmony. Qui abbiamo l’amore fraterno, quello ossessivo, l’amore per sé stessi.

Sette racconti, sette stili narrativi completamente diversi. Ogni racconto è un piccolo mondo, una piccola storia del tutto formata e con una precisa autonomia, a ricordarci che non è la lunghezza a creare una narrazione di senso compiuto.

Il mio preferito, il primo. Il racconto di un amore malato, misto a farneticazioni. Estremamente toccante, dove sei in bilico perenne su chi dei due amanti abbia ragione e chi torto (anche se devo ammettere che per immergermi nello stile narrativo -in english– ho dovuto aspettare le prime tre-quattro pagine).

Non credo che si trovi tradotta, quindi questa raccolta purtroppo è fruibile solo da chi mastica la lingua inglese.

Stelle: 4/5