Recensioni Libri: Aceto, arcobaleno di Erri De Luca

aceto, arcobaleno

Aceto, arcobaleno di Erri De Luca

Edito: Feltrinelli.

Lui è un uomo canuto, anziano, che vive da solo in campagna da ormai moltissimi anni. Nella notte lo visitano, come i tre fantasmi di Dickens, i ricordi di tre amici, diversi tra loro. Il primo è un muratore, che ha militato per diversi anni in associazioni terroristiche, poi un prete missionario, che ha donato la sua vita all’Africa, infine un vagabondo, uomo senza dimora che fa della cortesia il suo unico modo di sopravvivenza.

I tre racconti, tutti senza nomi, sono solo ricordi, non persone né tantomeno personaggi. Nell’aria fredda della casa, che risuona e si muove in autonomia come fosse il quinto attore di questa scena, assistiamo a una sorta di rammarico del protagonista, per essere stato solo testimone silente di altre vite.

 

Tra i libri di Erri de Luca che ho letto, questo è quello che mi ha “afferrata” di meno. Potrebbe essere per la mancanza di personalizzazione del protagonista, che appunto vediamo solo come il ricevente delle storie, senza mai esserne al centro, o proprio perché le storie dei personaggi sono quasi ininfluenti, appena tratteggiate. Sono più importanti gli stati d’animo e i loro rimpianti, i loro pensieri, che costellano in modo eguale i tre racconti.

Non lo consiglierei come primo Erri de Luca, si rischia di non capirlo.

Stelle: 3/5.

Recensione Libri: Prendiluna, Stefano Benni.

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Prendiluna, Stefano Benni.

Edito: Feltrinelli

Prendiluna è una vecchia insegnante, arrivata ormai alla fine della sua vita. Una notte le appare in sogno Ariel, il suo gatto fantasma, e le affida una missione. Dovrà consegnare i suoi Dieci Mici a dieci Giusti, altrimenti il mondo finirà. Ma esistono ancora, i Giusti, nel mondo dei Trumpi e degli Smartfoni?

Prendiluna si affida così alle sue conoscenze, i suoi alunni, che ormai sono cresciuti e che Giusti non sembrano più…

Le si affiancano nella missione proprio due vecchi allievi, Dolcino e Michele, che vogliono sconfiggere una misteriosa setta…

Un romanzo che concilia una critica alla realtà in cui viviamo, dove veramente sembra impossibile trovare qualcuno che sia degno di ricevere uno dei Dieci Mici, sogni folli e la consueta poesia di Stefano Benni.

Il suo stile è coinvolgente, asciutto e creativo, perfetto per questa favola dei giorni nostri dove Bene e Male, in fondo, sono sempre due facce della stessa medaglia.

Da Gattara quale che sono, ho adorato le personalità dei mici, ognuna diversa dalle altre, proprio come nei gatti domestici. Il mio preferito Prufrock, gattone inglese con due vite in più.

Stelle: 5/5.

Recensioni Libri: Non è la fine del mondo, Alessia Gazzola.

non è la fine del mondo

Non è la fine del mondo, Alessia Gazzola.

Edito: Feltrinelli

Emma è, per autodefinizione, l’eterna e tenace stagista.

Lavora ormai da tempo, sempre sotto stage, per una casa cinematografica americana. Sente la sua condizione abbastanza al sicuro, e anzi l’avverarsi di un contratto vero vicino, quando tutto va sotto-sopra, perché il contratto non le viene rinnovato, nemmeno come stage!

A trent’anni, si ritrova ad affrontare un cambio di vita, trovando riparo, almeno per un po’, presso la sartoria della signora Airoldi.

La sua vera vocazione, lavorare per il cinema, torna a bussare alla porta, sotto le vesti di un bel produttore, che, per giunta, è il figlio della sua nuova titolare.

 

Il racconto, tutto in prima persona presente, così da “tirarci” fin da subito nella narrazione, è ben costruito. Allegro, a volte malinconico, la storia di Emma è riempita e costellata di piccole cose che compongono la sua vita. La sua passione per gli Harmony, il villino dei glicini, la famiglia tutta al femminile che adora.

È un romanzo leggero, che si fa leggere volentieri e che regala un po’ di svago.

Unica nota negativa, il finale. Un po’ affrettato, si poteva senza dubbio fare di più (ma si sa che i finali sono sempre ostici, quindi è perdonata).

Stelle: 4/5.

Recensioni libri: Un inverno freddissimo, Fausta Cialente.

un inverno freddissimo

Un inverno freddissimo, Fausta Cialente

Edito: Feltrinelli

L’inverno del ’46 è stato freddissimo. La neve è scesa per la prima volta a novembre e si è fermata ostinata fino ad aprile. In questa situazione, in questo inverno grigio e ovattato del dopoguerra, troviamo una grande famiglia. Il collante è Camilla che, fiera e accogliente nonostante l’abbandono del marito Dario, prova a accudire tutti. A partire dai tre figli fino ai nipoti. Gli strascichi della guerra si fanno ancora sentire. Sono nelle case mezze diroccate, nella soffitta grande trovate da Camilla senza molte comodità. Si sente nella “mezza miseria” tanto condannata da Alba, la figlia grande di Camilla.

L’inverno non è solo esteriore ma è anche interiore, quando travolge tutto e tutti.

Ma la primavera, con i suoi boccioli, è in arrivo. Anche se in ritardo.

 

Ahimè non conoscevo questa autrice e sono contentissima che questo libro mi sia stato regalato. Mi ha conquistato fin dalle prime pagine per la dolcezza del racconto, dovuta soprattutto alla forza d’animo del personaggio principale, Camilla. Una donna che non si è lasciata abbattere dall’abbandono del marito e che anzi ha continuato ad occuparsi non solo dei suoi figli ma anche dei nipoti. Tutti i personaggi secondari che le gravitano attorno sono ben delineati, con le loro storie, i loro dolori e le loro speranze.

Capisco bene e anzi sento vicinissimo questo senso di un lungo inverno che non finisce mai, dove il grigiore sembra non voler abbandonare nessuno. Però, se si guarda bene, qualche bocciolo appuntito (come scrive l’autrice) è già pronto a sbocciare.

Consigliatissimo.

Stelle: 5/5

Recensioni Libri: Il peso della farfalla – Erri De Luca

il peso della farfalla

Il peso della farfalle – Erri De Luca

Edito: Feltrinelli.

 

La premessa fondamentale a questa recensione è questa. Io mi sono innamorata di Erri De Luca (sì, è una dichiarazione ufficiale! Addio Pedro, io amo Erri!). Vaneggiamenti a parte, la scrittura di Erri De Luca mi ha conquistata fin dalle primissime righe.

La narrazione è divisa tra due nemici epici: il re dei camosci, sovrano indiscusso delle montagne, e il cacciatore.

Il mondo della montagna, crudo come le vette, non lascia spazio a inutili ghirigori e la scrittura di De Luca in questo è più che calzante. Con le sue frasi brevi, nette, ti ritrovi catapultato nel freddo delle baite, tra i sassi e il vento.

Io non sono una donna di montagna, e sono rimasta scioccata nello scoprire che nemmeno De Lica lo è! Scrive come un trentino, mentre è napoletano! Questo non può che giocare a suo enorme favore.

Un racconto pieno di verità, dove la lotta tra uomo e natura per un attimo è ad armi pari. Un racconto per ricordarci, e dovremo farlo più spesso, quanto in confronto a lei noi siamo piccoli.

 

Stelle: 5/5.

Recensioni Libri: Seta.

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Seta, Alessandro Baricco

Edito: Bur (l’edizione che ho io, adesso lo trovate edito Feltrinelli, ovviamente)

Hervé Joncour è un compratore di bachi da seta, che si deve spingere fino in Giappone, all’altro capo del mondo, per raggiungere il suo obiettivo e far fiorire le industrie di Lavilledieu, la sua città.

Lascia Helène, l’amata moglie che lo attende come Penelope, e per lunghi mesi viaggia. Fino al suo arrivo in Giappone, all’incontro con Hara Kei, il padrone indiscusso del villaggio ma soprattutto all’incontro con la donna di Hara Kei, di cui non sapremo mai il nome, l’unica occidentale in un mondo in cui gli occidentali non arrivano.

Incontri fatti unicamente di sguardi, di uccelli rari chiusi in un’enorme voliera come pegno d’amore, di bachi da seta da trasportare in Francia.

Un racconto intriso di piccolissime immagini, come tanti acquerelli giapponesi, a illustrarci il dipanarsi di una storia semplice, eppure meravigliosa.

Un racconto leggero, avvolgente e fluido come la Seta.

Eh nulla, cosa devo dire? Baricco è Baricco.

Stelle: 5/5

Recensioni Libri: Il Veleno dell’Oleandro, Simonetta Agnello Hornby.

il veleno dell'oleandro

Il Veleno dell’Oleandro  – Simonetta Agnello Hornby

Edito: Feltrinelli.

Della Hornby mi sono innamorata quest’anno, con La Mennulara (recensione coming soon). L’ambiente di questo romanzo è sempre quello siciliano, a me tanto familiare. Il romanzo si districa in una storia familiare, oscura: prende piede alla morte della capofamiglia, nello stesso giorno del factotum di casa, il magnetico Bede. I figli della donna si ritroveranno, in un viaggio a ritroso, a provare a comprendere il rapporto tra la loro anziana madre e l’uomo, persi tra segreti di famiglia e il tesoro nascosto della nonna…

I due narratori sono Bede e Mara, la figlia/nipote di donna Anna. Non posso negare che le parti si muovono esattamente come i personaggi. Quelle di Bede sono molto intense eppure ambigue, si sente, come è nella natura del personaggio, che qualcosa è sempre tenuto nascosto. Mentre le parti di Mara sono molli, come la donna stessa, che troppe volte sceglie di preferisce stare zitta e non interferire, per farsi trasportare dagli eventi.

Questa coincidenza con i due narratori è un punto di forza della scrittura ma anche una debolezza, perché nonostante il romanzo sia finito ho ancora come l’impressione che poteva esserci dell’altro da raccontare che non ci è stato detto.

Le questioni politiche o quelle relazionali avevano, a mio avviso, un ottimo potenziale per essere sfruttate molto di più.

Altra nota, ma questa credo che sia tutta colpa dell’edizione, le parti in dialetto non hanno alcuna nota a piè pagina. Per me, figurarsi, leggere parole nel mio dialetto non è stato un grosso problema, ma potrebbe esserlo per altri (insomma, tutti a lezioni di siciliano!).

Stelline: 3/5