Recensioni libri: April Rose, la memoria delle rose. Clara Bartoletti.

april rose

Tiziano è il figlio di un noto imprenditore, che si occupa di edilizia. Svogliato, irascibile, narciso, il ragazzo di barcamena nel lavoro nell’azienda di famiglia, mentre in realtà il suo obiettivo (nonostante non faccia nulla di concreto per perseguirlo) è vivere di musica.

La sua vita ha una svolta quando il padre lo incarica dell’acquisto di una vecchia casa isolata in cima a una collina, la cui proprietaria è April, donna che vive sola e che non accetta di parlare con nessuno che non sia Tiziano.

Da quel momento entriamo in una rama fitta, visionaria eppure estremamente intima, dove tutti i personaggi sono descritti alla perfezione.

Niente, nella casa di April, è come sembra, e Tiziano lo imparerà prestissimo.

 

La storia di questo romanzo mi è piaciuta molto perché, senza dirvi nulla di più, anche il lettore come Tiziano viene abilmente ingannato, almeno finché l’autrice non svela le sue carte.

L’aspetto migliore è senza dubbio la psicologia dei personaggi. Tiziano, nella sua realtà di ragazzo viziato, tremendamente insicuro eppure narciso, è così ben descritto da diventare irritante. L’incomunicabilità tra lui e la sua famiglia, insieme solo per apparenza, è un altro punto cardine di tutto la narrazione, gestito davvero bene.

Inoltre, cosa che di solito mi avrebbe mandata su tutte le furie, qui troviamo anche dei passaggi dalla terza persona alla prima, tutti gestiti molto bene, sempre in modo chiaro e fruibile per il lettore, senza che si confonda.

L’unica pecca, però possiamo anche passarci sopra, è la punteggiatura non sempre accuratissima soprattutto nei dialoghi.

Si legge davvero in pochissimo.

Stelle: 4/5

Recensioni libri: Ho paura torero, Pedro Lemebel

 

ho paura torero

Ho paura torero, Pedro Lemebel

Edito: Marcos y Marcos

Lei è la Fata dell’angolo, lui è Carlos, studente universitario e soldato del fronte patriottico Manuel Rodriguez. La scena il Cile dell’86, in piena dittatura Pinochet.

Per amore, la Fata consegna la sua casa e il suo cuore a Carlos, gli offre un posto sicuro dove nascondere “libri” e fare riunioni notturne.

La direzione della storia non può essere che una, verso la lotta al potere dittatoriale che da troppo attanaglia il paese.

 

Il racconto di Lemebel è un romanzo pieno di dolcezza e di coraggio, dove la nostra Fata è il fulcro della narrazione, con le sue paure, le sue angosce, la sua voglia d’amore.

Gli incontri furtivi tra i due sono alternati ai deliri di Pinochet, ormai sempre più paranoico, e della moglie, donna logorroica che sembra non vedere i crimini del marito.

La dolcezza della nostra Fata, capace di vedere il bello anche dove non c’è, si oppone spesso alla crudezza del paese, delle rappresaglie, dell’essere omosessuali negli anni ’80.

I dialoghi sono intessuti nella prosa, come gli uccellini e gli angeli ricamati dalla Fata nelle tovaglie che vende alle donne dell’alta società, ma Lemebel ha una grazia tale nell’accompagnarti nel racconto, un animo da colibrì, per rubare le sue parole, che la mancanza della struttura classica non pesa affatto.

L’uso delle similitudini, che riempie il testo, è così efficace e creativo da farmi sentire un’assoluta dilettante (che sono, per carità. Però a confronto con lui proprio tanto!).

Da leggere anche solo per rendergli onore, dato che Lemebel era davvero un travestito che ha scelto di restare in Cile a protestare durante la dittatura.

Adesso io vado a recuperarmi tutti gli altri suoi libri, ma Ho paura torero è l’unico romanzo.

E niente, già a marzo ho trovato il libro migliore del mio 2018.

Stelle: fuori scala, è troppo bello.

Recensione Libri: Prendiluna, Stefano Benni.

sundays. 14

Prendiluna, Stefano Benni.

Edito: Feltrinelli

Prendiluna è una vecchia insegnante, arrivata ormai alla fine della sua vita. Una notte le appare in sogno Ariel, il suo gatto fantasma, e le affida una missione. Dovrà consegnare i suoi Dieci Mici a dieci Giusti, altrimenti il mondo finirà. Ma esistono ancora, i Giusti, nel mondo dei Trumpi e degli Smartfoni?

Prendiluna si affida così alle sue conoscenze, i suoi alunni, che ormai sono cresciuti e che Giusti non sembrano più…

Le si affiancano nella missione proprio due vecchi allievi, Dolcino e Michele, che vogliono sconfiggere una misteriosa setta…

Un romanzo che concilia una critica alla realtà in cui viviamo, dove veramente sembra impossibile trovare qualcuno che sia degno di ricevere uno dei Dieci Mici, sogni folli e la consueta poesia di Stefano Benni.

Il suo stile è coinvolgente, asciutto e creativo, perfetto per questa favola dei giorni nostri dove Bene e Male, in fondo, sono sempre due facce della stessa medaglia.

Da Gattara quale che sono, ho adorato le personalità dei mici, ognuna diversa dalle altre, proprio come nei gatti domestici. Il mio preferito Prufrock, gattone inglese con due vite in più.

Stelle: 5/5.