Recensioni Libri: Aceto, arcobaleno di Erri De Luca

aceto, arcobaleno

Aceto, arcobaleno di Erri De Luca

Edito: Feltrinelli.

Lui è un uomo canuto, anziano, che vive da solo in campagna da ormai moltissimi anni. Nella notte lo visitano, come i tre fantasmi di Dickens, i ricordi di tre amici, diversi tra loro. Il primo è un muratore, che ha militato per diversi anni in associazioni terroristiche, poi un prete missionario, che ha donato la sua vita all’Africa, infine un vagabondo, uomo senza dimora che fa della cortesia il suo unico modo di sopravvivenza.

I tre racconti, tutti senza nomi, sono solo ricordi, non persone né tantomeno personaggi. Nell’aria fredda della casa, che risuona e si muove in autonomia come fosse il quinto attore di questa scena, assistiamo a una sorta di rammarico del protagonista, per essere stato solo testimone silente di altre vite.

 

Tra i libri di Erri de Luca che ho letto, questo è quello che mi ha “afferrata” di meno. Potrebbe essere per la mancanza di personalizzazione del protagonista, che appunto vediamo solo come il ricevente delle storie, senza mai esserne al centro, o proprio perché le storie dei personaggi sono quasi ininfluenti, appena tratteggiate. Sono più importanti gli stati d’animo e i loro rimpianti, i loro pensieri, che costellano in modo eguale i tre racconti.

Non lo consiglierei come primo Erri de Luca, si rischia di non capirlo.

Stelle: 3/5.