Recensioni Film: The Bad Batch

The Bad Batch

Con: Suki Waterhouse, Jason Momoa, Keanu Reeves, Jim Carey

Siamo in un mondo dove gli elementi non funzionali della società vengono targati come Bad Batch e abbandonati a loro stessi nel deserto del Texas, fuori dalla giurisdizione degli Stati Uniti.

Qui si ritrova Arlen, la giovane protagonista, che per sua immensa sfortuna fa la conoscenza di un gruppo di cannibali, che utilizza i nuovi arrivati come carne da macello per sopravvivere.

Arlen riuscirà a scappare trovando Comfort, una comunità che non è cannibale, certo, ma fatta comunque di gente pazzoide altamente dedita all’uso di droghe.

In tutto questo Arlen porterà con sé in questo luogo Miel, la piccola figlia di Joe (Momoa), uno degli esponenti dei cannibali, dando vita alla sua ricerca della bambina.

Ebbene, io mi sono fatta convincere dal cast. Era bastato Momoa, ma leggere Reeves e perfino Carey aveva avvalorato la tesi. Però, bisogna dire una cosa: che usare la parole film visivo o concettuale o quello che volete per non dire lento dovrebbe essere un crimine.

Momoa, in tutto il film, credo che abbia detto una decina di battute e io avevo tutto il tempo di andare in cucina, accendere il keddle, preparare il te, controllare il cellulare per scoprire che non era ancora successo nulla.

L’idea di per sé era molto interessante, un po’ Mad Maxun po’ Giorno del Giudizio. Poteva essere sviluppata benissimo, dare più voce ai “reietti”, a come lo sono diventati… Insomma, potevano darmi di più che almeno otto inquadrature dei pantaloncini della protagonista.

Non riesco a capire come abbiano riunito un cast di questo calibro.

Stelle: 2/5

Recensione Film: Seven Sisters

Seven Sisters

Con: Noomi Rapace, Willem Defoe

Siamo in un futuro dove il sovra popolamento del pianeta ha raggiunto livelli non solo preoccupanti, ma critici e rischiosi per l’umanità. Per correre ai ripari, viene approvata una legge che condanna avere più di un figlio. Soprattutto nelle classi sociali inferiori, migliaia di secondi geniti vengono portati via alle loro famiglie e “congelati” nella Cryo Bank, in attesa dell’arrivo di tempi migliori.

Terrace però, decide di andare contro la legge e di far vivere le sette gemelle avute dalla figlia Karen, morta di parto in una clinica clandestina. L’uomo insegnerà alle sette nipoti a vivere come una persona sola all’esterno, ognuna di loro può infatti uscire solo nel giorno del suo nome (sono sette e chiamate con i giorni della settimana), e come sette persone profondamente distinte in casa.

Tutto fila liscio, se così si può definire una reclusione forzata per sei giorni a settimana, finché Monday non torna a casa un lunedì.

La sua assenza costringerà le sei sorelle restanti a reagire, sotto la guida di Thursday, da sempre la ribelle, per capire quanto successo alla sorella maggiore, arrivando a scontrarsi con un mondo dove è illegale avere solo una sorella, figuriamoci sei.

Un Thriller come si deve, che tiene incollati alla poltrona e la performance di Noomi Rapace, a fare sette ruoli diversi e tutti credibili in un solo film, è davvero eccezionale.

Da non perdere.

Stelle: 5/5

Recensione Film: Grandma.

Grandma

Con: Lily Tomlin, Judy Greer, Julia Garner

Vinta dal mio amore per Lily Tomlin nato con Grace&Frankie, non potevo non vedere questa produzione che la ritrae come protagonista, gentilmente offertaci dal signor Netflix.

Lily in questo film è Elle, una poetessa gay decisamente misantropa. Infatti, nella primissima scena, tronca la relazione, in un modo decisamente brusco, con l’attuale compagna, molto più giovane di lei (Judy Greer).

Per completare questa giornata già iniziata in modo non florido, subentra Sage, la nipote di Elle (Salvia, questa ragazza si chiama Salvia!). La ragazza ha bisogno di un prestito di seicento dollari, deve abortire in una clinica.

La nonna non ha quei soldi perché ha tagliato da poco la sua carta di credito, quindi parte con la giovane nipote alla ricerca di qualcuno che abbia la somma, che non sia la madre della ragazza nonché figlia di Elle.

Il passato di Elle si dipana con gli incontri per ottenere il denaro, a partire dal marito che ha avuto da giovane, prima di Violet, il suo grande amore durato quasi quarant’anni.

Nonostante io adori la Tomlin, la sua fisicità e il suo modo di muoversi, questo film non riesce a catturarmi del tutto. Il rapporto con la figlia (biologicamente figlia di Elle, adottata da Violet) resta appena accennato nella sua complessità, come quello tra Sage e la madre, altrettanto conflittuale.

Bello ma non eccezionale.

Stelle: 3/5.

Recensione Film: Le nostre anime di notte.

Le nostre anime di Notte.

Con: Jane Fonda, Robert Redford

Galeotto Netflix, che mi fa innamorare troppo facilmente. A seguito della mia nuova dipendenza da Grace e Frankie (la serie tv originale Netflix con protagonista proprio la Fonda e Lily Tomlin), non potevo non vedere questo adattamento cinematografico del romanzo di Kent Harouf.

Addie è vedova. Quello che non riesce a sopportare sono le notti e la loro solitudine. Chiede allora “aiuto” a Louis, il suo vicino di casa, vedovo come lei.

Gli propone, banalmente, di dormire insieme. Passare insieme la notte per avere qualcuno al proprio fianco e addormentarsi sereni.

L’esperimento funziona, notte dopo notte i cuori dei due protagonisti si aprono l’un l’altro, facendo intravedere pezzi del proprio passato che avrebbero voluto invece nascondere.

I temi principali di questo film sono la solitudine, la capacità di rimettere tutto in gioco e l’incomunicabilità familiare (quella tra i protagonisti e i loro figli, per esempio), tutti gestiti magistralmente senza essere banalizzati o stereotipati.

Altamente consigliato, anche solo per rivedere Jane Fonda e Robert Redford insieme a distanza di cinquant’anni (cinquanta!) da A piedi nudi nel parco.

Stelline: 5/5

Recensione Film: The Squid and the Whale.

The squid and the whale.

Un ex romanziere di successo, una scrittrice emergente (moglie del romanziere) e i loro due figli complessati. Questi in sintesi gli ingredienti di questo film, ambientato a New York, che ha come tema principale quello dell’incomunicabilità familiare.

Bernard era uno scrittore di successo, ormai da anni non riesce a piazzare un suo libro. Vive quindi dei lustri del suo passato, e il vecchio successo lo ha trasformato in un uomo saccente, che crede di sapere cosa sia meglio per tutti i suoi familiari.

Joan invece è una scrittrice emergente, il suo racconto arriva infatti sul New York Times. È una moglie stanca e una madre disattenta. I due figli, il più grande Walt e il più piccolo Carl, sono contrapposti nel venerare uno il padre e l’altro la madre.

La situazione matrimoniale, quanto mai precaria, non può che giungere a un epilogo, quello che butterà definitivamente all’aria tutti gli equilibri esistenti.

Il film è stato candidato all’Oscar per migliore sceneggiatura, consigliato per una serata “cervellotica”. Di certo non è un film leggero.

Con: Jeff Daniels, Laura Linney, Jesse Eisenberg

Recensione film: A case of you

A case of you.

Sam è un giovane scrittore, porta su libro storie di film già esistenti (il contrario, praticamente, di quello che avviene di solito), mentre cerca la via giusta per una sua storia.

L’ispirazione gli arriva in un cafè, guardando la giovane bella barista. Lei, Birdie, è uno spirito libero con mille interessi. Parlare con lei, per dar spunto al racconto, darà inizio a una relazione reale. Ma sarà in grado Sam, che di relazioni umane non sa davvero nulla, di gestire le sue stesse reazioni?

Un film leggero, che coniuga la scrittura con l’incapacità di andare oltre la carta, oltre l’immaginazione.

Inoltre, il cameo di Peter Dinklage mi ha fatto ribaltare dal ridere, vale tutto il film!

Con: Justin Long, Evan Rachel Wood

Stelline: 5/5.

Recensione film: Happy Family.

Uno scrittore, due famiglie strampalate, una storia che non c’è ma che, con un po’ di impegno arriva.

Questo è quello che succede in questa commedia, una delle tante italiane che ci riesce davvero bene.

Ezio, il nostro autore, si trova a far unire queste due famiglie, per l’amore dei loro figli sedicenni, mentre la protagonista è la bella Caterina, di cui lo stesso Ezio si innamora.

L’autore ha ragione: la costruzione dei personaggi funziona, la storia prende piede, i personaggi sono così autonomi da fare irruzione in casa dell’autore per opporsi a un finale aperto…

Divertente e leggero, uno spaccato intelligente su quello che può ispirare uno scrittore (cioè… tutto).

Molto consigliato.

Stelline: 4/5.