Recensione film: Stranger than fiction

Cosa fareste se, una mattina come tutte le altre, scopriste di essere il personaggio di una storia? Una storia che parla precisamente di voi?

È quello che succede ad Harold Crick, funzionario dell’agenzia delle entrate che conduce, almeno fino a quel momento, un’esistenza piatta e piena esclusivamente di numeri e calcoli.

Il nostro Harold, un nuovo Truman con la consapevolezza di essere un personaggio, si trova così alle prese con lo stravolgimento della sua vita, che include consultarsi con un esperto in letteratura per capire se la sua storia sarà, infine, una tragedia o una commedia ma, soprattutto, trovare finalmente l’amore della sua vita.

Certo, su di lui incombe il finale che si appresta a scrivere l’autrice…

Will Ferrell in una chiave inedita, priva dei suoi scherzi e di quelle battute dette a voce alta che ci fanno ridere, accompagnato da un Emma Thomson allucinata nel suo essere una scrittrice fuori di testa.

Un film bello, commuovente, intriso di tanta meta-letteratura. Dovrebbe essere d’obbligo per tutti gli scrittori.

Consigliatissimo!

Stelline: 5/5

Autore: Katy

Tutto è una storia. Cos'altro esiste, a parte le storie? Le storie sono l'unica verità.

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